sábado, 18 de maio de 2013

UN PICCOLO FATTO - È LA SCONFLITTA DEL PARITARIO?


Cammino per le strade della mia città, Vicenza, un pomeriggio di uno di questi giorni di aprile 2013.
Un bellissimo giorno luminoso di primavera, tiepido, cielo sereno e pieno di nuove speranze nell' aria. Come tutte le primavere che si rispettano anche se questa tarda a farsi amare, forse vuole essere desiderata un po' di più. Ovviamente non solo in senso meteo.

Persone, molte, che passeggiano, di tutte le età. Persone, ognuna col proprio mondo interiore, fatto di speranze, sogni, progetti, idee, dubbi, preoccupazioni.. Passeggiare in giorni così è veramente piacevole, dà un senso di vitalità e con questi tempi ce n'é bisogno.

Nel mio andare con i miei pensieri, qualcosa attrae la mia attenzione riponendo così, per un momento in un angolo della mente ciò a cui pensavo, mentre mi accingo ad  oltrepassare una coppia di quindicenni o poco più, massimo forse due anni di più. Anche loro stanno lentamente camminando.
Belli tutti e due. Lui, con la pelle un po' ambrata, forse mulatto, veramente un bel tipo, lei di carnagione bianca, ma veramente bella, come tutte le donne.

Mentre mi accingo a superarli al loro lato sinistro, il ragazzo mulatto, si gira alla sua destra ed alzando il braccio allunga il suo dito indice, come un' arma in direzione di una coppia di ragazzi maschi poco più indietro più o meno della loro stessa età, e indicando dice:
 "Tu, che hai da guardare ? Ehi, tu, dico a te, non  a lui, ma a te - indicando uno dei due più precisamente - che hai da guardare ? "

E con fare arrogante e sguardo di sfida per un momento si ferma in atteggiamento provocatorio, per poi riprendere il cammino con la " sua donna".

In quel breve frangente ho notato due cose: primo, la sfida, sguainata come un' arma manifestando subito una rivalità tipicamente maschile e l' atteggiamento da "combattimento" a difesa della "sua donna", solo perché era stata guardata; secondo, l' accenno di un ambiguo sorriso da parte della giovane ragazzina che sembrava mostrare una certa "soddisfazione" per essere stata, dal "suo uomo", difesa da sguardi altrui, giudicati "indiscreti"come minimo.

Miserie umane, miserie mentali, direi. Quello che demoralizza è che una giovane anzi giovanissima donna, si sia sentita o abbia dato l'impressione di essere stata "salvata" dal "suo uomo - maschio" e che non abbia detto una sola parola, ma anzi si sia sentita "protetta" solo per uno sguardo "improprio".
 Il compagno di lei, così giovane, non "accettava" uno sguardo su "una cosa sua". Un atteggiamento tipico di certe forme mentali del passato. Mentre i due giovani maschi, li avevo notati, e stavano parlando tra loro soffermandosi quel tanto per ammirare la ragazza, mentre la coppietta stava passando dinanzi a loro.

Uno sguardo più che normale, più che lecito, direi. Solo uno sguardo come tanti, che è poi un apprezzamento più che leale, nel senso che si guarda una bella persona contenendo nello sguardo un silenzioso apprezzamento, nulla di più.

Credevo avessimo oltrepassato o superato questa fase ridicola ma pericolosa di reazione e di arroganza o di  "muscolarità", solo per uno sguardo, anche se la cronaca anche in questo mio paese ha riportato diverse volte fatti simili poi finiti male.

Allora dico: anche loro così giovani, sono già così vecchi ? Anche il giovane uomo, diventa "maschio", ritenendosi titolare e con diritto di proprietà sulla donna, tanto quanto le generazioni precedenti, condizionando un inizio di limitata libertà individuale ?
 Un semplice sguardo, può essere motivo di tale reazione ? A che genere di cultura si appartiene reagendo così ?

Poi ci si stupisce della mattanza di donne che continua qui in Italia, come in questi giorni. In questi giorni oltre ad ammazzare ancora donne si è arrivati ad acidificarne una!! Come nei paesi che noi "occidentali" consideriamo inferiori o primitivi o da terzo mondo.
 Noi "occidentali, acidifichiamo e ammazziamo le donne per "amore", perché le amiamo così tanto, ma così tanto da ucciderle o sfregiarle.

Noi occidentali, così moderni, così evoluti, ma ancora con nella mente, la clava. Dove sta la pazzia ? Perché ancora il pensiero deforme considera la donna solo un corpo di proprietà e non una persona ?
Ci stupiamo di certi fatti in alcuni paesi islamici e poi noi, cristiani (?) ci comportiamo così ed abbiamo questa considerazione della donna ? L'uomo - maschio, incapace di essere una persona matura, forse ?

È, forse, un abominevole primitivo con sembianze umane ?
La strada è molto lunga ancora se ancora non abbiamo capito che per amore si rispetta e non si uccide.
 Ed uno sguardo non è mancanza di rispetto, ma è mancanza di rispetto considerare la donna, che è persona, come una proprietà dell' uomo e tenerla a sé decidendo per lei, tenendola come un trofeo, negandole il diritto della sua libertà ed autodeterminazione.
Un piccolo fatto che nasconde in sé qualcosa che potrebbe essere lontano dalla ragione.
Testo di: ROBERTO ROSSI
Poeta e Pittore

















3 comentários:

  1. Speriamo di avere commenti. l'Indifferenza non è amica della Ragione. Roberto.

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  2. Riguardo al Paritismo che scricchiola, Non ci sono particolari commenti su questo blog o su facebook perché l'opinione pubblica è indifferente, forse per la ripetitività di queste forme di denuncia, che se pur aberranti come stupri, femminicidi, violenze e quant'altro, stanno diventando una storia infinita, che sta colpendo l'umanità, certo, ma la gente non è che se ne infischi ma ama il quieto vivere, dopo una giornata di lavoro o di scuola, arrivata a casa pensa ad altro anziché prendere coscienza e partecipazione a questi fatti. Ritornando a questi individui (non chiamiamoli uomini) che si macchiano di tali crimini e reati, mai come in questi tempi in questi periodi si sono verificati tanti femminicidi come oggidì, e ripeto queste storie, tristi storie infinite non avranno mai fine perché il male, la violenza di taluni individui è innestata nel loro sistema organico. Si dice che ci sia sempre una storia dietro ogni persona, alcuni avranno avuto un'infanzia difficile, altri avranno avuto un cattiva educazione, nati e cresciuti in mezzo a violenze e soprusi. Ma c'è una ragione per cui loro sono quel che sono. Sono così solo perché lo vogliono. Qualcosa nel passato li ha resi tali e alcune volte è impossibile cambiarli. E ricordatevi "HOMO HOMINI LUPUS" In ogni uomo c'è un lupo e tutti gli uomini sono lupi.

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  3. Caro Roberto, l'indifferenza non è mai stato un amico della ragione, ma piuttosto il timore di esporre i loro veri sentimenti. In fondo sappiamo che siamo una società in fallimento, manipolato. Al mio peggior ero costretto da sentimenti tristi. Ma i nostri pensieri si evolvono come cultura nella sua estensione di conoscenza. Ma questo non significa che tutto ciò che è stato scritto da pensatori, filosofi, scienziati, studiosi, infine, aveva sempre ragione, e pensano ancora così. Non scoraggiatevi, per il mondo. Ho alzato la bandiera e sto alla prima linea della battaglia accanto a te, non mi arrendo la mia, i nostri ideali. Il problema più grande è che viviamo in una società molto chiusa, che non piace giocare "marci nella spazzatura", ma lasciarli chiusi in una stanza e lasciare che deteriorano l'ambiente infettivo. Gli uomini "maschi", "uomini della caverna" denigrare l'immagine della donna pura, fazedo accettazione per gentiluomini, saggio ... Ma si sa, come me, che è una grande utopia. Attualmente, caro Roberto, siamo fuori dalle gabbie e in grado di visualizzare meglio al loro interno .... Jussara

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