sexta-feira, 20 de junho de 2014

UN RIDOTTO MONDO


ROBERTO ROSSI

Dalla cima del tuo ego
giudichi il mondo
attorno te.
La paura del confronto
ti attanaglia la mente
e la miseria culturale
ti toglie il respiro,
cospargendo di gelo
la mente tua.
Un perenne
inverno mentale
che non conosce il disgelo
cancellando la primavera.
Quella primavera mentale
utile per incontrare il mondo
e cancellare
la paura
tua padrona e tu suo servo.
Quella primavera
delle persone tra persone
dello stesso pianeta.
Razzismo,
notte oscura
dove la Ragione esiliata è,
perché, essa,
si nutre di Cultura.
Razzismo,
egoismo dell' ego
sporcato di follia
in un perimetro ristretto
senza sbocchi,
un ridotto mondo
confinato dentro istinti
primordiali.



Poetta, Scrttore & Pittore

UN BATTITO D'ALI E TUTTO CAMBIA



Seduto ad un tavolo all'esterno di un bar in città. Tre tavoli "avvolti" nei tre dei quattro lati, da piante a siepe sempre verdi, su vasche di cemento a mo' di barriera per difendere le consumazioni in "tranquillità", separati dal traffico. All'altro lato della strada un filare di giovani alberi con frondose chiome.
 

La barista mi porta un caffè e una brioches, che le avevo ordinato e dopo il primo sorso di caffè ed aver aperto il giornale sulle prime pagine, mi appresto al primo "morso" alla brioches, arriva in velocità un passero che probabilmente più che abituato, atterra sul tavolo vicino al caffè. Con fare frenetico, tipico dei passeri, si guarda attorno, sbatte le ali, e mi guarda!!
Sembra in attesa. E' in attesa!!
 

Stupito, ma molto contento di tale ravvicinata visita, con fare lento per non impaurirlo getto a terra un po' di briciole. Immediatamente con volo rapido s'avventa a terra e in un attimo  il becco era pieno e veloce viaaaa!! 
 

Passano pochi istanti ed in sequenza "atterra" ancora un paio di volte sul tavolo con replica della scena. Poi, dopo pochi attimi "atterra" sul tavolo a fianco alla mia sinistra...e mi guarda. Così metto sul palmo della mano alcune briciole per vedere se ha il coraggio di venirle a prendere e allungo il braccio per porgergliele.
 

Un balzo e arriva sulla mano (stupenda la sensazione del suo peso corporeo) e si prende tutte le briciole e via!! Così continuò fino alla fine della brioches. Non che ne abbia mangiata più lui di me, ma comunque una certa quantità, sì!! 
 

Nel terzo tavolo alla mia sinistra si era seduta una coppia di giovani che rimasero stupiti tanto che la ragazza al primo arrivo repentino del passero, espresse la sua sorpresa con breve risata di stupore, nel vedere la scena. 
 

Un andirivieni veloce ed uno stato d'animo, il mio, che in quella semplicità ho ravvisato una forma di paritário. Potrebbe essere? Forse è ridicolo pensarlo ? 
 

Una sequenza, uno scambio, tra me e il passero, tra l'umano e l'animale. Una condivisione, un semplice gesto, uno scambio alla pari. Uno scambio senza altre finalità.
 

La consapevolezza che con poco ci si può avvicinare, relazionare, condividere. A volte il nostro fare è complicato da una visione egocentrica, arrogante, ambigua, di interesse, egoista, sempre in cerca di un tornaconto personale, per nulla disposti alla semplicità, alla condivisione, troppo spesso considerate "debolezze". 
 

Prima di terminare tutta la consumazione, decisi di lasciare a terra sbriciolata ciò che rimaneva della brioches, poi mi alzai ed andai a pagare il conto. Uscendo guardai verso il tavolino dov'ero prima e vidi il passero che "banchettava", per me "felice",liberamente quelle ultime briciole. 
 

Pochi minuti di scambio umano-animale, un momento vissuto come nicchia nel trambusto della città, dove altro tipo di frenesia, ci oscura la mente. Una "virgola" come le chiamo io, che mi ha addolcito un sentire quotidiano molto pesante di violenza, di egoismo, di odio, di avidità, di offese, di un fare che ci allontana dalla ragione. Chissà a quante persone sarà accaduto questa mia esperienza di condivisione, con animale e non parlo di quelli domestici o di compagnia così considerati.
Magari più difficile tra umani. Ecco, qui sta il problema: è più facile tra umano e animale, o tra umano e umano? 
 

Temo che la seconda opzione sia la più difficile, perché noi umani siamo più tolleranti con gli animali, sopratutto quelli da compagnia, a volte vissuti come componenti famigliari, ma molto meno con i nostri simili. Se fossimo capaci di comprendere che nel piccolo o nel poco, si può avere molto; se fossimo capaci di vedere o amare le persone con rispetto, e il rispetto fosse il metro di comparazione per evitare di guardare dall'alto chi riteniamo inferiore, differente, e poi differente in cosa ? Inferiore perché ? 
 

Un batuffolo di penne e piume, due vispi occhietti, frenetiche piccole ali, un piccolo becco pieno di briciole "salva vita", repentini e continui "atterraggi" e la fiducia di cibarsi sul palmo della mia mano. Un momento particolare, una condivisione d'intenti reale. Nulla più. Semplice. Non secondi fini, non tranelli. 
 

Sì, a volte, le "virgole", di tempo ricche di semplicità, per fortuna ci sono. Forse poche; forse ci sfuggono. 
 

Basterebbe poco. Basterebbe togliersi la maschera, l'armatura che noi tutti troppo spesso indossiamo e iniziare a guardare il mondo con meno egoismo. Un capostipite, l'egoismo, di una serie di non valori che stanno dilagando.
Basterebbe poco.



Testo di: ROBERTO ROSSI
Scrttore, Poeta & Pittore

sexta-feira, 13 de junho de 2014

CORPOS COMO MARIONETES, ABANDONADOS...

ROBERTO ROSSI




Órgãos como marionetes abandonados,

 você parecia ... assim ...
pendurada nos galhos da árvore... Enforcada
 Testemunha inocente horror,
você e a  árvore,
 imagem da poesia, 
tornarem marionetes do horror.
 Os corpos humanos, pendurados, mortos, já sem  vida ...
 exalando. 



As mulheres eram jovens ... 
porque elas estavam penduradas nos galhos? 
A morte!
 Destruição de corpos sagrados,
 destruição da vida sagrada,que perdeu valor
.Matou, usou-os, jogando lá ...como as coisas!


Criminosos protegidos de falsas culturas.

 Os criminosos protegidos por mentes primitivas.
 Não humanos, 
mas animais sobre a animais 
Não humana ... muito menos.
 Mulheres mortas,porque eram mulheres.
 Pensamento deformado que não é humano
,daqueles monstros ...
Há algo em torno desta terra
 que não é para seres humanos
.Pensamento deformado 
 caverna escura da mente.
 Monstros entre monstros 
 onde não há a mulher
 mas somente uma coisa que anda
.Como a balançar marionetes penduradas no fio,
 esvaziado seus corpos cheios devida  preciosa.

Mulheres sacrificadas sobre o "altar"

 da loucura que os homens,
 torno desta terra
 sem amor, sem respeito.
 E você, você não tem  culpa
 de novo ... de novo ... 
de novo ...morta, suja, maltratada, enforcada ... 
porque não tiveram coragem...
 E vocês, as mulheres com coragem,
 de novo ... de novo ... de novo ... 
pedindo amor, pedindo respeito. 
E vocês, mulheres, 
são poesia luz da vida.
 Sua luz ... fora. 
 Sua poesia ... é o silencio.


Roam os monstros

 este terreno baldio 
 de sangue inocente ainda manchado. 
Seres impuros
 definidos ... os homens ... 
que de humano não tem nada;
 com a violência entre as pernas.
 Os criminosos,indigno de pisar esta terra. 
Os criminosos,de origem horrenda,
 indignos de respirar.
 Os criminosos, 
monstros mentais da caverna escura.E você, mulher, 
de novo ... de novo ...
 de novo ...és a luz;
 você é poesia,para aqueles que acreditam em você.
 Mais ... mais ... mais ..
.Pergunte ao respeito..
.Pergunte ... ao amor ...



Poeta, Escritor & Pintor
Tradução de: JUSSARA SARTORI

CORPI COME BURATTINI ABBANDONATI

ROBERTO ROSSI.

Corpi come burattini abbandonati,
sembravate...così...
appese ai rami dell'albero...
impiccate.
Incolpevole testimone
dell'orrore,
tu, Albero,
immagine di poesia,
diventato totem d' orrore.
Corpi umani, appesi, morti, svuotati di vita...esalata.
Giovani donne...
perché donne, appese ai rami,
morte!!
Scempio di sacri corpi,
scempio di sacra vita,
che perduto valore ha.
Uccise, svuotate, gettate là...
come cose!!

Criminali protetti da false culture.
Criminali protetti, da menti primitive.
Non umani,
ma belve oltre la belva.
Non umani...molto meno.
Donne uccise,
perché donne.
Deforme pensiero
di chi umano non è,
di chi mostro...è!!
Qualcosa s' aggira
su questa terra non appartenente
agli umani.
Deforme pensiero
di buia caverna mentale.
Mostri tra mostri
dove non esiste la donna
ma solo una cosa che cammina.
Come burattini afflosciati
appesi al filo
svuotati i vostri corpi
di preziosa vita.

Donne immolate
sull' altare della follia
che s' aggira
in questa terra
senza amore, senza rispetto.
E voi, che colpa non avete
ancora...ancora...ancora...
uccise, sporcate, violate, impiccate...perché donne.
E voi, donne, con coraggio,
ancora...ancora...ancora...
chiedete amore, chiedete rispetto.
E voi, donne, luce e poesia della vita.
La vostra luce...spenta.
La vostra poesia...resa muta.

Mostri s' aggirano
su questa terra desolata
macchiata ancora d' innocente sangue.
Esseri immondi
definiti...uomini...
che d' umano nulla hanno
con la violenza tra le gambe.
Criminali,
indegni di calpestare
questa terra.
Criminali,
d' orrenda origine,
indegni di respirare.
Criminali,
poltiglia mentale
di buio cavernicolo.

E tu, donna,
ancora...ancora...ancora...
sei luce, sei poesia,
per chi in te crede.
Ancora...ancora...ancora...
Chiedi rispetto...
Chiedi...amore...




Poeta, Scrittore & Pittore